Professione insegnanti: La regia dell’inizio


Buona Anno scolastico - Professione Insegnante

 

Inizio di una lezione in classe, di una verifica, un’interrogazione, un incontro, una ripetizione: il modo in cui si inizia è molto importante, non tanto perché così siamo a metà dell’opera o perché non possiamo avere una seconda occasione per fare bella figura la prima volta, ma perché si tratta del modo in cui impostiamo la qualità del lavoro e i conseguenti risultati.

L’aspetto più scoperto è quello del contesto: seduto appena o accoccolato alla cattedra, in piedi davanti a tutta la classe, passeggiando nell’aula, io seduto e l’interrogato in piedi, io al tavolo di fianco al mio allievo, in piedi dietro di lui … Con il tavolo ingombro o ben ordinato, magari con qualche oggetto o una bottiglia d’acqua …
Non esiste in realtà un setting migliore di un altro, ma uno più adatto all’obiettivo che voglio ottenere. Infatti la parte non verbale della comunicazione è quella più consistente, vale a dire la parte di messaggio che contiene più informazioni. Non verbale è tutto ciò che riguarda il comportamento, non solo gesti ma anche la posizione nello spazio, la distanza, la presenza di barriere, l’espressione del nostro viso e il modo in cui ci muoviamo, persino l’abbigliamento e ciò che stiamo pensando. La scelta non è mai semplice né poco rilevante. Ricordiamo molti anni fa un’insegnante in tailleur a scuola e in ciabatte durante le ripetizioni a casa sua, mentre ripeteva la terza declinazione alzando sempre più la voce, dato che stava compiendo un ennesimo viaggetto in cucina a mescolare il sugo. Messaggio perfetto con un figlio, non altrettanto con un allievo.

L’aspetto meno manifesto riguarda noi. Le scelte riguardanti la parte del contesto hanno un’utilità non solo pratica e organizzativa, ma anche di influenza su di noi (e indirettamente anche sui nostri o sul nostro allievo) verso uno stato emotivo adatto all’attività che stiamo iniziando. Questo è il vero scopo della regia.
Per cominciare bene dobbiamo accantonare altri pensieri sul prima e sul dopo (“dopo tutto questo lavoro sono stanca/o, meno male che è l’ultima”), (“appena finisco posso uscire”) o sulla situazione (“spiego, spiego, ma tanto questa classe, questo ragazzo non ce la farà mai”). Possono essere considerazioni appropriate, ma di certo sono utili solo a indirizzare la nostra mente verso qualcosa di diverso da un lavoro ben fatto e supportato dalla concentrazione necessaria ad avere disponibili tutte le risorse che ci occorrono. In più, il modo in cui noi ci sentiamo influenza chi ci sta vicino, in questo caso gli allievi.
Mettere o mantenere una classe o un allievo in uno stato di risorsa adatto all’apprendimento è la sfida alla quale ogni insegnante deve saper rispondere. Se mi sento incapace, inadatto, demotivato, mi servirà un insegnante che mi ripete la stessa regola per la quinta volta? L’idea non è capire perché questo allievo si sente inadatto, compito che attiene ad altri campi e professionisti, ma trovare una leva che lo aiuti a modificare il suo modo di sentirsi. Poi basterà che la regola sia ripetuta una volta sola.
Fate questa prova. Pensate a questa scena: sto iniziando un certo lavoro e ricordo quante volte in precedenza non ho ottenuto i risultati che volevo. Stop! Guardate in giro e muovete le spalle e/o le mani. Ora pensate a questa scena: sto iniziando lo stesso lavoro e ricordo le volte in cui ne ho ricavato soddisfazioni. È proprio lo stesso inizio? Se affronto un colloquio di lavoro sentendomi inadeguato oppure sentendomi a mio agio, avrò disponibili le stesse risorse e manifesterò le stesse abilità?

Considerazioni eccessive o superflue? Belle, sì, ma … come è possibile tutto questo ogni volta?
A parte che ora facciamo in scioltezza cose che, quando le abbiamo imparate, ci sono sembrate irraggiungibili, quindi abbiamo solo a che fare con una questione di apprendimento e modi per consolidarlo … materia nostra!
Quando ci prepariamo per un incontro importante curiamo l’abbigliamento, gli accessori, l’acconciatura, i gesti, tutto ciò che ci sembra possa essere utile a dare di noi l’immagine della persona e/o del professionista che siamo. Noi lo siamo comunque, ma la preparazione non è solo apparenza, è comunicazione per qualcosa di importante.
E i nostri allievi sono importanti. La qualità del nostro lavoro è importante.
Non accontentiamoci, non seguiamo pedissequamente una routine, diventiamo registi del nostro lavoro, cominciando dall’inizio!
I risultati di questo cambiamento vi sorprenderanno.

Ileana Moretti e Vincenzo Palma –  FormAti (C3click Partner)

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